Napoli: l’identità, la forza e il protagonismo della Città Reale, democratica, ecologista, progressista, pacifista e solidale

Chi pensa a Napoli quale emerge da catastrofi come quelle dei rifiuti o della camorra, sbaglia profondamente o quantomeno ne fa una lettura estremamente riduttiva. Profondamente radicata è invece una Città Reale, democratica, ecologista, progressista, pacifista e solidale: è la realtà costituita da tantissimi semplici cittadini, facenti parte di associazioni, di comitati, di movimenti che operano e lottano per l’ecologia, per la solidarietà, per il lavoro, per i valori storici e culturali, per la rinascita della città; è la realtà diffusa sul territorio, nei vari quartieri, nelle università, nelle scuole, negli ospedali, nei luoghi di lavoro come in quelli di aggregazione sociale, in tanta parte del sindacato; è la realtà profondamente diffusa di tanti militanti di partiti politici, soprattutto della base, ma anche di gruppi dirigenti, del centro-sinistra che fanno riferimento a questi valori. Lontano dalla realtà ed errore gravissimo sarebbe vedere come degradato, opportunista, legato solo a interessi di gruppi e di potere, tutto ciò che sta attorno a tali soggetti politici.

La crisi della città, il suo attuale crescente degrado, il fallimento del bassolinismo e dell’esperienza di quindici anni di governo del centro-sinistra, a Napoli e più in generale in Campania, hanno le loro profonde radici nel fatto che questa Città Reale sia stata completamente ignorata, esclusa dalla partecipazione e dalle scelte, mortificando le sue attese e speranze, mentre al contrario si teorizzavano e praticavano una politica e un governo delle istituzioni personalistici, da parte di gruppi di potere, di lobbies, in un conseguente necessario, profondo consociativismo con le forze dell’opposizione e in piena subalternità ai loro interessi, valori e scelte concrete.

E’ invece in questa Città Reale che bisogna ritrovare l’identità, la forza e il protagonismo del cambiamento: si può vincere rispetto sia al centro-destra che rispetto alla passata esperienza del centro-sinistra, proponendo, anzi attivando, una nuova stagione politica e di governo per Napoli, solo se questa Città Reale diviene il riferimento anche elettorale per la scadenza della prossima primavera[1].

Alla luce di quanto avvenuto in questi anni, nonché di quanto ancora oggi drammaticamente - oserei dire tristemente - emerge (si veda ad esempio l’ultima ondata di arresti sull’emergenza rifiuti), sarebbe stupido e sicuramente perdente muoversi secondo schemi e alleanze consueti. Alla città bisogna dare un messaggio totalmente nuovo, che dica chiaramente che si vuole davvero cambiare nei contenuti delle scelte, nell’etica di governo e nella qualità, onestà e capacità degli amministratori di Napoli: non si tratta perciò soltanto di individuare un nuovo candidato sindaco, ma di attivare con la massima urgenza un percorso diverso che costruisca il programma - promosso, condiviso e garantito dalla Città Reale - per Napoli e per le sue Municipalità (nel ruolo primario che esse debbono avere), una limpida e trasparente proposizione e scelta dei candidati, un codice di etica istituzionale e di controllo dell’azione degli eletti e degli amministratori. E’ in questa logica che la candidatura a Sindaco, così come quelle a presidenti delle Municipalità, assumono il valore vero di sintesi di un globale progetto politico, di un programma di contenuti e scelte, di democrazia reale.

Occorre dunque una grande Assemblea della Città Reale (e corrispondentemente delle Municipalità Reali).

Ma chi la propone e come? E’ questa naturalmente la questione centrale, perché dalle adesioni, dalla partecipazione, dai contenuti, dalle condivisioni e volontà comuni a proseguire e, dunque, dalle conclusioni stesse dell’Assemblea dipenderà la forza e l’immanenza del successivo percorso, la sua capacità di attrarre, suscitare entusiasmo, generare la speranza per il possibile cambiamento, fino a renderlo sensibilmente percettibile nel parlare e nel sentire comune delle persone.

L’Assemblea della Città Reale non può perciò che partire dai cittadini, dalle associazioni, dai movimenti, da tutti coloro cioè che sentono la necessità di cambiare e dal loro diretto impegno per cambiare. Grandi, grandissime sono in tal senso le potenzialità e l’attesa in città, come dimostrano diversi pubblici incontri, contributi preparatori all’Assemblea della Città Reale. Naturalmente l’importante è soprattutto non voler divenire un partitino e agire di conseguenza, ma aprire e aprirsi agli altri per costituire la grande aggregazione democratica e progressista che può risultare vincente a Napoli.

Chi sono gli altri? Naturalmente sempre i cittadini e il mondo dell’associazionismo e dei movimenti per la parte ancora non direttamente coinvolta, ma anche - non mi piace e sarebbe sbagliato dire soprattutto - la sinistra, dal fronte di storica opposizione della Rete dei Comunisti a Rifondazione Comunista, a Sinistra Ecologia Libertà, all’area soprattutto di base del Partito Democratico pulita e interessata al cambiamento, alle nuove autonome esperienze cattoliche che si stanno proponendo anche come liste elettorali per Napoli, ai Verdi, alle nuove esperienze politico-elettorali quali il Movimento 5 Stelle e l’Italia dei Valori.

Sono evidenti i rischi sia di una grande ammucchiata sia dell’egemonia di forze potenti e organizzate di tale aggregazione, capaci di svilire e depotenziare la portata della Città Reale; così come è evidente che chi non vuole cambiare continuerà a ignorare la Città Reale e la sua Assemblea, per mediare con altre forze politiche interessi globali lontanissimi da quelli della città, basandosi sull’assunto, totalmente falso e mistificante, di essere la rappresentanza dell’area democratica, ecologista, progressista, pacifista e solidale: ma ciò si può fare solo in assenza di una vera e credibile alternativa, e l’Assemblea della Città Reale cancella proprio questa assenza. Occorre anche a tal fine perciò operare per l’incontro e il confronto.

L’Assemblea della Città Reale saprà generare la Lista Elettorale del Lavoro (attività ed essenza stessa della rinascita di Napoli), dell’Ecologia (nell’accezione globale di tutela e valorizzazione di natura, storia e cultura) e della Solidarietà (cuore vero, pulsante di una nuova città)? Come cittadino della Città Reale io lo spero profondamente. Ma un dato è certo: l’Assemblea della Città Reale è allo stesso tempo ricerca e risposta vera rispetto alla profonda crisi della politica, della democrazia e della partecipazione, quella crisi che oggi ci troviamo a vivere.

Gennaio 2011



[1] Le elezioni comunali del 15 e 16 maggio 2011 (secondo turno il 29 e 30 maggio).