Le luci e i colori della città

 

Le bancarelle del centro storico: perché cancellarle?

E’ in atto una vasta operazione della Polizia Municipale di Napoli nel cuore del centro storico: quella della chiusura delle bancarelle abusive. Si tratta di bancarelle tra le più svariate, dai libri tutto a uno, due, cinque euro, a profumi d’incenso, fazzolettini e scialli variopinti, carte da gioco e caldarroste, pastori e piccoli presepi, babbi natale che si arrampicano e bamboline che sorridono e attraggono bimbe e non solo, collanine, braccialetti, anelli e amuleti che fanno belli tutte e tutti, giovani e non: bastano quasi sempre pochi spiccioli e mai si supera il biglietto da 10 euro. Rendono gaie e piacevoli le strade, e come per gioco e incanto distolgono per un attimo dagli affanni e dai pensieri - tanti, e spesso tristi - che ci accompagnano. Sono le luci, i colori, le voci e i suoni della città, una parte della sua biodiversità, creatrice di felicità: non creano la ricchezza dei ricchi, ma quel piccolo quotidiano lavoro, che lo Stato non dà e che aiuta la sopravvivenza, il sostentamento essenziale di tante famiglie. Si propone il Forum delle Culture, già si spende e si spande per esso, e intanto si cancellano pezzi di cultura della città.

Queste bancarelle illegali hanno la loro legalità nel diritto di usucapione della loro esistenza da sempre nella nostra città.

Al loro posto oggi la tristezza della legalità degli spazi senza vita, il grigiore delle divise del controllo e della negazione, l’esternazione del rigore della legge rispetto all’insignificante, del tutto alieno al bisogno di vera legalità, di necessaria lotta alla criminalità.

No! Non è questo il messaggio di cambiamento profondo che il Sindaco e le attuali forze di governo della città ci avevano dato in campagna elettorale, e per il quale molti di noi si sono fortemente impegnati.

L’intelligenza e la pratica del buon governo stanno nella capacità di conservare e tutelare un mondo di valori, anche in un’eventuale (perché oggi non c’è ancora) nuova sfera di regole e di organizzazione della città. Siamo ancora convinti che il Sindaco abbia capacità e intelligenza per agire in tale direzione.

4 novembre 2011

 

Le bancarelle del centro storico hanno riaperto: che bello!

L’Asso di Bastoni, quale capintesta del mazzo delle quaranta carte napoletane, era proprio soddisfatto stamane di mostrare la moltitudine delle sue svariate, particolari decorazioni nella bancarella su cui era esposto e si godeva a pieno respiro il penetrante profumo delle caldarroste e l’accattivante voce: «Comm’ song belle ’e castagne, accattatavelle!» Poco lontano lo strummolo ansioso aspettava di essere lanciato nei suoi vortici, per essere raccolto e concludere i suoi folli giri sul palmo della mano di felici bambini. E’ ben poco contare mille per descrivere il mondo pulsante della mercanzia - collanine e pastorelli, rose finte e rose vere, cose e cosette utili e inutilmente utili - che si faceva tutta bella stamane per essere conquistata, per andare via e rallegrare altri luoghi. Venditori, nati in loco e in luoghi lontani, erano per tale natura l’armonia del mercato, scelta fondamentale dell’identità del suo essere.

Pulcinella, da dietro alla sua maschera, esponendosi in grande magnificenza, sibillino sempre come il volto di Eduardo, ci chiedeva: «Ringrazio il Sindaco o voi della mobilitazione?» Da saggio tra i saggi quale egli è, ci ha poi risposto: «L’uno e l’altro!»

Stavolta anche noi ringraziamo il Sindaco per la scelta fatta e l’intelligenza che ha avuto: Napoli non ha bisogno di manganelli (di cui purtroppo si vogliono dotare i vigili) ma di mani tese verso la solidarietà, la cultura e il lavoro, anche quello semplice, bello e accattivante.

26 novembre 2011