IL PIANETA DEI BENI COMUNI

«Giunta ormai nel territorio della Licia, patria della Chimera, mentre il sole picchiava sui campi bruciandoli, sfinita dalla lunga corsa [Latona] si sentì la gola riardere dalla sete, per la spietata calura. [...] Per caso vide in lontananza, in fondo a una valle, un laghetto; dei contadini laggiù raccoglievano vimini a mazzi, e giunchi, e alghe amiche delle paludi. Si avvicinò, la figlia del Titano, e inginocchiatasi si chinò per attingere acqua fresca e bere. Quella rozza masnada glielo vietò, e lei così si rivolse a chi glielo vietava: “Perché non volete che tocchi l’acqua? Tutti hanno diritto all’uso dell’acqua. La natura non ha fatto di proprietà privata né il sole né l’aria e neppure la fluida acqua. E’ a un bene pubblico che mi sono accostata, e ciò nonostante vi chiedo di darmene come si chiede un favore.”»

Ovidio, Metamorfosi, libro VI.