IL DIRITTO AL LAVORO

La storia democratica e progressista, dei diritti, della giustizia e della libertà del nostro Paese, esprime fino in fondo il valore immenso dello Statuto dei Lavoratori (legge 20 maggio 1970, n. 300) e specificatamente dell’articolo 18: la loro cancellazione significa, perciò, riportare il Paese alle condizioni del fascismo e dell’immediato dopo guerra: caporalato, discriminazioni, vessazioni, abusi di ogni natura, ambienti e sicurezza sul lavoro a rischio permanente. Tale ritorno a un simile passato non ha nulla, proprio nulla a che vedere con il rilancio del lavoro.