I Dieci Punti della proposta VAS per Napoli città della biodiversità, solidale e pacifica

 

1 - Un nuovo orizzonte di valori: la cultura della biodiversità

Il programma che noi chiediamo deve innanzitutto avere chiaro e definito l’orizzonte ideale e culturale verso cui orientare le scelte, piccole o grandi che siano, e cioè la città che si vuole costruire e i passi per la sua realizzazione. Tale orizzonte per noi VAS è la Napoli della tutela della biodiversità nell’accezione globale di natura, storia, cultura, pace e solidarietà.

 

2 - Napoli città verde

Avere la consapevolezza che gli spazi naturali e verdi della città nel corso degli anni, soprattutto dal dopoguerra a oggi, si sono ridotti in maniera esponenziale è essenziale sia per un’inversione nella qualità del controllo del fenomeno dell’abusivismo, tuttora fortemente carente, sia soprattutto per le scelte urbanistiche, per le quali anche i tradizionali riferimenti culturali come l’INU (Istituto Nazionale di Urbanistica) risultano inadeguati. Occorre operare per la tutela integrale degli spazi naturali, delle aree verdi e agricole tuttora presenti, dei parchi e dei giardini, e per destinare le aree verdibili e di recupero a tale riqualificazione della città. Rispetto alla Variante generale al PRG e alla Variante per la zona occidentale occorre fare questo salto di qualità. Tale scelta deve valere per il cuore della città così come per le aree periferiche, per il Parco delle Colline di Napoli (nonostante la violenta aggressione tuttora ricchissimo di immensa biodiversità, rispetto al quale però continuano a essere fatte ambigue dichiarazioni e interpretazioni e sussistono troppe aspettative di natura totalmente diversa da una riqualificazione ambientale), per la zona orientale (con la delocalizzazione, sempre annunciata e mai attuata, degli impianti petrolchimici e ad alto rischio, orrenda immagine della città per chi giunge da sud) e per la zona occidentale. Per la qualificazione di quest’ultima, ineludibili restano il ripristino della naturalità della linea di costa e la realizzazione del grande parco urbano, con la creazione al suo interno del Giardino della Flora Mediterranea e degli annessi vivai. Queste due scelte - da tempo oggetto di richiesta da parte del mondo ambientalista e culturale della città - sono peraltro le condizioni di richiamo per un piano di sviluppo e di lavoro dell’area basato su attività produttive ecosostenibili, ricerca, vivaismo, turismo, termalismo e commercio. Proponiamo inoltre la trasformazione dei tetti dei palazzi in autentici giardini, che danno bellezza e ossigeno alla città, con riduzione dell’entità dell’isola di calore urbana, con risparmio energetico e contributo all’attuazione del protocollo di Kyoto per la riduzione dell’effetto serra. Una possibile strada per conseguire tale obiettivo è, ad esempio, una forte riduzione dell’imposta sugli immobili per gli edifici con tetti a giardino. Chiediamo poi un autentico salto di qualità anche relativamente alla manutenzione dei giardini pubblici, delle aiuole, dei viali e delle strade alberate, e l’espansione del verde pubblico dovunque possibile. In tale contesto chiediamo infine interventi di rinaturalizzazione per aree oggi profondamente degradate quali il vallone San Rocco, l’alveo del Sebeto, il litorale tra Vigliena e Portici.

 

3 - Napoli città delle culture

Napoli risente pesantemente dell’assenza di una politica amministrativa volta a recuperare, tutelare e rendere fruibile l’immensa ricchezza della sua storia e dei suoi beni culturali, capillarmente diffusi nel centro storico come negli altri quartieri e nelle periferie, e a proporre idee e iniziative in grado di fare della città un grande polo di attrazione internazionale, soprattutto in funzione della sua collocazione nel cuore del Mediterraneo. Essa continua invece a vegetare su uno stanco Maggio dei Monumenti che da anni non ha più nulla da dire, se non il dato profondamente negativo di una città che mantiene chiusi per 11 mesi molti dei suoi gioielli e li espone soltanto in questo mese. I pochi beni recuperati restano poi chiusi senza funzione, spesso nuovamente abbandonati e destinati a un nuovo degrado e sfascio, evidenziando l’incapacità dell’Amministrazione di relazionarsi con soggetti capaci di valorizzarli in funzione culturale, sociale e produttiva nei termini della necessaria compatibilità. Chiediamo in tal senso all’Amministrazione di Napoli di assegnare in comodato d’uso tali beni, con l’impegno contestuale per un loro recupero, ad Associazioni ambientaliste, culturali, sociali e produttive, quando compatibili con la natura del bene. Fino a oggi, ogniqualvolta ci siamo resi disponibili per contribuire con idee e progetti all’individuazione dei problemi e delle azioni da attuare, ci è stato risposto che non era necessaria nessuna collaborazione e che a Napoli, fatta salva la necessità di più risorse economiche, tutto va bene riguardo ai beni culturali! Sul piano delle iniziative internazionali, quale contributo della nostra Associazione, riproponiamo all’Amministrazione Comunale la grande iniziativa della Festa della Biodiversità, il cui progetto è maturato attraverso cinque, massimamente positive, esperienze (dal 2001 al 2005).

 

4 - Non più periferie: le città nella città

A Napoli vi sono più categorie di periferie. Periferia è il dedalo di stradine e vicoli del centro antico, totalmente emarginati e abbandonati, periferia delle poche piazze e strade riqualificate. Essi richiamano l’assoluta e urgente necessità di un grande piano di risanamento e vivibilità, fondamento per il recupero integrale del centro antico della città: non regge più l’immagine di rinascita costituita dai percorsi turistici, quando attorno a essi vive tanto sfascio, degrado e bisogno, ovvia fonte di microcriminalità. Vi sono poi i quartieri storici, anch’essi con il loro dedalo di stradine e vicoli abbandonati e dimenticati, che complessivamente sentono ancor più del centro l’assenza di una politica che ne affermi l’identità, i valori e la vivibilità. Per essi si rende necessaria un’azione tesa a farli divenire - esemplificando con un’immagine - come i quartieri di Trastevere e Testaccio a Roma. Vi sono infine le periferie territoriali rispetto al centro storico: molte di esse erano una volta comuni autonomi, integrati poi negli anni ’20 nel progetto fascista della Grande Napoli, con la conseguente perdita della loro identità e dei loro valori, passando da un’autonoma centralità a periferia. La rinascita di queste aree richiede una vera rivoluzione ideologica istituzionale. Occorre superare l’idea stessa di periferia e operare per rendere tali aree città nella grande città che è Napoli: il che significa realizzare significative capacità di autonomia istituzionale rispetto a palazzo San Giacomo relativamente a tutti i servizi, una grandissima valenza culturale, primarie funzioni urbane quali università, centri di ricerca e scambi commerciali. La creazione delle Municipalità è un’occasione di enorme importanza a tal fine: occorre capire oggi come si intende realizzarle.

 

5 - Napoli città di pace e denuclearizzata

Il movimento ecopacifista, a cui l’associazione VAS sente di appartenere, da tempo persegue alcuni obiettivi fondamentali per Napoli città di pace e sicura sul piano del rischio nucleare. Al contrario di quanto avviene per i porti civili degli Stati Uniti, nel Golfo di Napoli, poco al largo del litorale di via Caracciolo e Mergellina, spesso stazionano navi militari a propulsione nucleare; e non è esclusa la presenza di sottomarini nucleari nell’area antistante il porto. Un incidente - sempre possibile come tante esperienze dimostrano - sarebbe per la nostra città una catastrofe immane; piccoli inconvenienti quali sfiati radioattivi o scarichi di scorie, certamente non resi noti, generano pericoloso e incontrollato inquinamento del mare e della sua vita, nonché dell’aria. Chiediamo che l’Amministrazione Comunale apra una vertenza perché tali natanti a propulsione nucleare non stazionino più nel nostro mare. Analoga richiesta facciamo relativamente all’Aeroporto Militare di Capodichino e alla base Nato di Bagnoli, siti per i quali certamente è ipotizzabile la presenza di testate nucleari: il segreto militare impedisce un’ispezione civile. Per quanto riguarda l’Aeroporto Civile, per i rischi per la città connessi a un eventuale incidente e per l’inquinamento acustico fortemente presente, i VAS chiedono all’Amministrazione Comunale - così com’era indicato nella Variante del PRG poi ambiguamente modificata - la chiusura e la destinazione a verde dell’immensa area da esso occupata, con la contestuale realizzazione dell’Aeroporto di Grazzanise. Prevenire è molto meglio che piangere in seguito alle sciagure.

 

6 - Acque azzurre, acque libere

L’annullamento della Delibera di privatizzazione ottenuto con la grande battaglia dei Comitati Civici, a cui l’associazione VAS ha attivamente partecipato, è solo un primo passo verso la gestione totalmente pubblica dell’acqua: l’impegno programmatico dell’Amministrazione Comunale deve esplicitare in modo chiaro e trasparente tale scelta. L’iniziativa e la vittoria dei Comitati Civici sull’Acqua esprime però più complessivamente la volontà fortemente diffusa tra i cittadini di una gestione del bene naturale nell’interesse collettivo rispetto al privato. Ciò non è avvenuto a Napoli - come peraltro altrove - per quanto riguarda le spiagge e i litorali che sono stati concessi ai privati. Il mare deve essere innanzitutto tutelato come bene in sé, e per la sua corretta e compatibile fruizione deve appartenere liberamente a tutti. Il privato può certamente ottenere uno spazio offrendo servizi, ma ciò non deve limitare il diritto naturale dei cittadini. Per il litorale napoletano occorre perciò la scelta di un Piano di spiaggia che vada in tale direzione, garantendo nella prima fase della sua attuazione almeno il 60% di uso totalmente pubblico.

 

7 - Napoli libera da inquinamenti e sprechi energetici

Relativamente all’etere, lo spazio fisico in cui viviamo, hanno finora prevalso, rispetto alla tutela della salute pubblica, esclusivamente gli interessi delle società che gestiscono la telefonia mobile e i grandi ripetitori di onde elettromagnetiche, civili e militari. Una svolta su tale questione, anche aprendo un conflitto con il Governo nazionale, è per i VAS un punto importante del programma per Napoli. Stessa cosa si chiede per quanto riguarda l’inquinamento atmosferico, problema affrontato in maniera assolutamente inadeguata, senza cioè scelte strategiche. Soprattutto occorre assegnare al trasporto pubblico un ruolo centrale per la mobilità in città, garantendo la convenienza individuale per costo, velocità e comodità. Debole, se non totalmente assente, è stata poi l’azione della tutela della salute rispetto a sostanze estremamente pericolose quali l’amianto, che continua a essere fortemente presente nella città, a partire dai tetti e dalle canne fumarie: un piano di deamiantizzazione è essenziale nel programma dell’Amministrazione comunale.

 

8 - Una qualità nuova dell’ordinarietà: rifiuti, strade, sottosuolo

La qualità dell’ordinarietà e della quotidianità nella gestione della città è la condizione fondamentale per la credibilità e la realizzabilità di ogni nuova proposta o progetto: purtroppo essa è risultata fortemente carente e, soprattutto, con un’accentuata tendenza al peggioramento. Dopo alcuni segnali positivi, a Napoli la raccolta differenziata dei rifiuti - scelta strategica fondamentale per la tutela dell’ambiente e per la salvaguardia delle risorse naturali, visiva immagine di efficienza e decoro di tante città piccole e grandi - è stata abbandonata, lasciando nella delusione le persone (tante) che ci credevano e che provavano con il loro piccolo impegno quotidiano ad attuarla. Chiediamo di conoscere quali strade nuove si intendono percorrere per garantire la raccolta differenziata e l’obiettivo di Napoli città pulita. In una condizione di generale degrado e di pericolo diffuso, molteplice è stato il ripetersi di interventi di arrangiamento per la manutenzione di marciapiedi, strade e piazze, che spesso portano a un orrendo abbruttimento dei luoghi. Chiediamo all’Amministrazione quale piano intenda attuare perché ciò non si verifichi più e perché Napoli possa rientrare nella normalità delle città italiane. Una normalità che richiediamo anche per la pulizia delle caditoie stradali, per l’efficienza degli impianti fognari, per l’eliminazione dei vari acquitrini e laghetti, e in generale per la tutela del sottosuolo della città (questione questa che si pone alla primaria attenzione di tutti nel momento in cui si verificano i dissesti, per poi subito essere dimenticata).

 

9 - Napoli che lavora

L’Amministrazione Comunale non può certo dare risposta complessivamente e direttamente al problema del lavoro a Napoli, ma non può neanche minimamente estraniarsi da esso, richiamandolo esclusivamente al fine di giustificare la propria impotenza rispetto alla Napoli della malavita e dei delitti. Noi crediamo che il percorso delle grandi prospettive per Napoli e delle risposte ai suoi problemi, generali e particolari, sia un percorso di grande valenza per il lavoro a Napoli: perché per noi il lavoro, primaria attività dell’uomo e sua realizzazione, è accrescimento dei valori naturalistici, storici e culturali, del benessere e della solidarietà. All’Amministrazione Comunale chiediamo di divenire un riferimento fondamentale per un tale Piano del lavoro, di svolgere un ruolo di interlocuzione, se necessario di dura lotta, con le altre Istituzioni pubbliche, nazionali ed europee, con le università e i centri di ricerca, con i soggetti privati puliti. Chiediamo perciò anche che annualmente l’Amministrazione Comunale tenga una Conferenza cittadina sul lavoro e l’occupazione a Napoli, non propagandistica passerella, ma concreto resoconto delle cose fatte e da fare. Per la credibilità dell’Amministrazione stessa è poi fondamentale la coerenza del proprio agire: in questo senso chiediamo il superamento di ogni forma di precariato presente nel Comune di Napoli e l’impiego in attività permanenti di qualificazione della città.

 

10 - Napoli città sociale e dei bambini

Tutti i bambini che nascono a Napoli sono i figli di Napoli, tutti uguali, da amare, futuro della città. L’Amministrazione Comunale deve porsi quale priorità assoluta proprio il futuro dei bambini. Più sono deboli, più sono a rischio, più devono essere al centro della sua attenzione, della sua progettualità e della sua iniziativa: essenziale è la ricerca di un dialogo costante con tutti i genitori, nella consapevolezza che essi vogliono la felicità dei propri figli e che nel fondo del loro cuore escludono tutti sempre un destino di violenza, di carcere e di repressione. Bisogna creare a Napoli una molteplicità di luoghi sociali per l’interesse, la partecipazione e il protagonismo dei bambini, poi ragazzi e poi giovani, su valori positivi, legati alla natura, alla cultura, alle tradizioni, allo sport, alla non violenza e alla solidarietà. Valorizzare esperienze storiche della città come la Casa dello Scugnizzo, moltiplicarle sul territorio, dare a esse mezzi, risorse e competenze perché possano esistere deve essere una scelta fondamentale dell’Amministrazione Comunale e soprattutto, per l’insita necessità di territorialità e capillarità di esse, delle nuove Municipalità. Napoli città dei bambini è per noi la via principale da percorrere per un futuro di non violenza della città.