AMARE E RITROVARE LA PERDUTA BIODIVERSITA’

La Natura ha scelto di illuminarsi di infiniti colori, combinando quanto dei raggi incidenti non viene assorbito dai corpi, animati e non, e viene reimmesso nello spazio: una legge semplice ma che genera l’incanto delle mutazioni del volto del Gran Cono del Vesuvio nel suo affacciarsi all’infinito, la melodia della veste del pettirosso, armonica simbiosi al suo canto, l’intenso richiamo alla raccolta dell’uva già sazia di sole, la profondità immensa delle pupille di Francesca e Ileana, di Antonio, Giulia ed Elena, i miei dolcissimi nipotini. L’infinità è tale che nessun colore è uguale all’altro, sicché il fulgente argento dell’elicriso è diverso da quello assonnato dell’oleastro, e ogni punto del dente di leone è diverso da quello a esso vicino.